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E’ serata di festa per tutti a San Siro; festa per il Milan, che chiude la prima fase di Champions League al primo posto e parte sereno per Tokyo, dove a metà dicembre si giocherà il Mondiale per club. Festa per il Celtic, che in virtù della sconfitta interna dello Shakhtar è a sua volta qualificato agli ottavi. Festa per Kakà, che alza davanti al pubblico rossonero il Pallone d’Oro ricevuto domenica. E soprattutto è festa per Pippo Inzaghi, che col gol numero 63 supera Gerd Muller e diventa il miglior marcatore nella storia delle coppe europee.
Gara tutt’altro che entusiasmante quella fra i rossoneri e gli scozzesi, scesi a Milano con un assetto tattico quanto mai prudente con la consapevolezza che un pareggio li avrebbe qualificati in ogni caso. Ma a dispetto delle attese e della mediocrità dello spettacolo non c’è stato il pareggio annunciato, e c’è voluta l’inattesa sconfitta interna dello Shakhtar col Benfica per qualificare anche i campioni di Scozia, mentre i portoghesi si salvano rientrando in coppa Uefa e lo Shakhtar resta con un pugno di mosche dopo l’avvio sprint.
Strachan sfida le tradizioni del calcio d’Oltremanica e copre la squadra con un 4-5-1 che guarda con attenzione soprattutto alla fase difensiva. Ancelotti conferma il centrocampo titolare, si affida alle seconde linee in difesa e lascia ad Inzaghi la caccia al record di gol continentale.
La prima parte di gara è su ritmi blandi; il Celtic non vuole stuzzicare un Milan sornione, la squadra di Ancelotti bada più che altro a non sprecare energie e ad evitare infortuni. Con l’eccezione di Inzaghi, che ha ben presente l’obiettivo della sua serata e freme nell’area avversaria.
Per la prima palla gol occorre attendere il 25’, quando Kakà intercetta un lancio di McManus e prova un destro a giro che esce un metro alla sinistra della porta di Boruc. Poca fortuna per Simic, che all’esordio dal primo minuto accusa un problema all’inguine e deve lasciare il posto a Kaladze.
Il primio squillo del Celtic è un destro da fuori di Jarosik al 37’, bloccato centralmente da Kalac, mentre prima dell’intervallo un bello scambio Seedorf-Favalli-Seedorf si chiude con la conclusione alta dell’olandese.
Nella ripresa il ritmo cresce, e si registrano subito due acuti; al 47’ Pirlo sfiora l’incrocio con una delle sue velenosissime punizioni, e poco dopo Brown, smarcato da un lungo rilancio del portiere Boruc, sparacchia malamente a lato a tu per tu con Kalac.
Inizia la girandola dei cambi, nel Milan Gourcuff dà respiro a Seedorf, ed un minuto dopo i rossoneri vanno in gol; splendida combinazione a destra fra Kakà e Cafu, il terzino brasiliano arriva sul fondo e trova a centro area Pippo Inzaghi, puntualissimo a girare a rete di prima il 63° gol europeo che lo consacra sul trono continentale dei marcatori.
Ancelotti fa respirare anche Pirlo (entra Brocchi), Strachan inserisce due punte (Vennegoor of Hasselink e Zurawski), ma il Celtic non sembra avere la forza per recuperare il risultato. Tuttavia il vantaggio del Benfica a Donetsk resiste, e sugli spalti fanno festa anche i circa 2000 supporters scozzesi.
Nel finale c’è spazio per un paio di conclusioni da fuori di Brocchi e per una spettacolare accelerazione di Kakà, chiuso da Sno al momento di concludere in rete. Poi, come detto, è festa per tutti.