Casale Monferrato – 13/12/2007
Internet è affascinante, bello e utile quanto… pericoloso. «Chi diffonde immagini con dati personali altrui non autorizzate – tramite internet o mms – rischia grosso, anche a scuola: multe da 3 a 18 mila euro, o da 5 a 30 mila euro nei casi più gravi (che possono essere irrogate dall’Autorità garante della privacy) insieme a sanzioni disciplinari che spettano invece alla scuola». Lo prevede la direttiva del 30 novembre del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni. E pare che al Liceo Scientifico di Casale sia stata aperta un’indagine interna riguardante alcuni filmati postati su YouTube, dopo che già alcuni blog – su cui erano state trovate frasi offensive nei confronti di alcuni insegnanti – erano stati oggetto di approfondimento. Per quanto riguarda i video, sono stati girati all’interno delle aule scolastiche durante le ore di lezione, anche se prima della direttiva Fioroni. I filmati in questione (alcuni dei quali citati anche da «Il Monferrato» nel nostro viaggio su Youtube, come era accaduto già in estate in relazione ad un altro istituto casalese) non sono volgari né relativi a fatti particolarmente significativi, ma bisogna accertare ad esempio che nessuno dei protagonisti sia stato ripreso a sua insaputa.
Nessuno, fra gli insegnanti, si vuol sbilanciare. C’è chi dice: «Non sono autorizzata» e chi: «Non ne so nulla». E gli stessi alunni parlano della presenza di materiale sul web come una di leggenda metropolitana: «Sì, ne ho sentito parlare ma non so chi è stato e non so dove sia».
La notizia di un’indagine interna non viene confermata ma nemmeno smentita dal preside Gianni Abbate che, alla luce della circolare del Ministro Fioroni sulla realizzazione di materiale filmico, fotografico e audio e sulla sua diffusione, ha organizzato una conferenza, che si terrà sabato 15 alle 9 presso l’aula magna del plesso di via del Carretto, a cui parteciperanno alcune classi dell’Istituto: relatore l’avvocato Tiziana Rota, la quale illustrerà le vigenti leggi sull’uso dei cellulari e videofonini all’interno di una scuola. Il tutto, pare, per porre una pietra su ciò che è accaduto fino ad oggi e per creare un punto fermo dal quale poi non si potrà più sgarrare.